MARIO OCCORSIO
 

Sono nato a Luserna San Giovanni (TO) nel 1944. Dallo stesso anno risiedo a Torino. Dopo aver frequentato per alcuni anni gli studi dei pittori torinesi Soffiantino e Calandri, mi trasferisco a Savona nel 1970 dove inizio a dipingere. Nel 1972 apro uno studio a San Genesio (Vado Ligure) dove opero per circa cinque anni. Dal 1977 lavoro a Valleggia (Quiliano). Negli anni '80 sperimento ceramica, dapprima in Savona e successivamente in Albissola Marina. Numerose sono le partecipazioni a mostre e manifestazioni aritistiche, ottenendo sempre apprezzamento e stima.

Mostre principali: Albissola Marina (SV), Albisola Superiore (SV), Bardineto (SV), Bedonia (PR), Busto Arsizio (VA), Castellamonte (TO), Carcare (SV), Como, Dolceacqua (IM), Genova, Savona, San Remo (IM), Torino, Vado Ligure (SV), Valleggia (SV).

 

Dicono di me

Interprete di una vocazione artistica a progressiva acquisizione di nuovi ambiti d'interesse, Mario Occorsio nel percorso che lo ha portato da Torino a Savona ha iniziato col disegno e la pittura per poi impadronirsi anche della scultura e della ceramica. Ad onta dell'animo gentile lo ha fatto con prepotenza, senza diventare un pittore che fa ceramica, ma restando un pittore e diventando un ceramista a pieno titolo, poichè un conto è prendere un piatto e trasformarlo in quadro, altra cosa mettere le mani nella creta e trarne un'opera d'arte. Nel caso specifico obbedendo agli impulsi di una assai varia fantasia.

Rigorosamente figurativi, informati ad uno spirito sintetico ed antiretorico, i disegni ed i dipinti recano il segno di una precisa poetica, quella derivante dal desiderio di rappresentare oggetti e figure dal di dentro, in una sorta di sobrio e personale espressionismo. Osservazione che vale in particolare per la pittura d'ispirazione religiosa, nell'eseguire la quale Occorsio si compiace di eliminare i particolari per guidare l'attenzione del riguardante non sulle figure ma sul dramma umano e divino ch'esse rappresentano. Si avverte che la commozione è forte ma trattenuta: Cristo è vilipeso ed ucciso ma la palingenesi di un'umanità attonita e dolente è compiuta.

In queste immagini della Processione del Venerdì Santo, la più sentita delle manifestazioni liturgiche savonesi, la sintassi è nervosa e graffiante, le figure umane sono più dettagliate, mentre quella del Cristo, quasi per un sentimento panico di fronte al divino, sono ridotte al minimo. Su tutto domina il corrusco bruno di un cielo dolente, mentre le figure emergono dal fondo alla maniera di Caravaggio con uno stile prossimo alle scene di genere peculiari ad Alessandro Magnasco.

Prof. Aldo Maria Pero

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